Pubblicato il: 13 Luglio, 2009. Ore 16:30.
Lo stato della completezza dell’informazione in Italia
Casi di informazione a metà: come tutelare la libertà di informarsi?

In questo tourbinio di inchieste ed intercettazioni, molte notizie hanno trovato uno spazio risicato, sia sui quotidiani che sui telegiornali, quali l’esatto contenuto delle norme del Ddl sicurezza e di quello sulle intercettazioni (il cui esame parlamentare è stato rinviato), ma soprattutto delle proteste degli aquilani prima del G8 dinanzi Palazzo Chigi, liquidate come tese a spronare il Governo a fare presto, non mettendo in rilievo la voce dei protagonisti ed al loro dissenso col decreto, che secondo i manifestanti non dava garanzie sulla ricostruzione dell’intero centro storico;
e soprattutto di quelle in occasione del G8, mostrate come fenomeno folkloristico come la scritta “yes we camp” sulla collina di Roio o la trovata delle “last lady” contemporaneamente con l’arrivo all’Aquila delle “first lady”, non indagando a fondo nella sofferenza e nell’insofferenza degli abruzzesi verso i disagi quali il caldo, il continuo rumore ad ogni ora degli elicotteri militari e la passerella dei potenti e delle belle intenzioni che restano tali.
Una notizia però, che emerge dalle altre, per le sue implicazioni in processi già pendenti e per i suoi sviluppi anche politici, è sicuramente quella del ritrovamento ( ormai datato 2005 ) di una lettera inviata da “Cosa Nostra” all’attuale premier passando per più intermediari quali i boss Provenzano e Ciancimino.
La missiva sarebbe opera di Riina o dei suoi luogotenenti e sarebbe datata similmente nel 1993/1994, se si considera che lo scrivente si rivolge a Silvio Berlusconi con l’appellativo “onorevole”. Il suo contenuto è essenzialmente una minaccia di provocare un lutto all’attuale Presidente del Consiglio, allora editore, se non avesse dato in cambio all’organizzazione la possibilità di disporre di una rete televisiva, dando in cambio un supporto non meglio specificato ma di “non poco conto”.
Non si può non rilevare che una notizia, qualunque essa sia, quando viene data senza un commento, delle immagini, un collegamento con altre simili o non dedicandogli abbastanza spazio, non vi è la possibilità per i lettori o gli spettatori di farsi una corretta opinione, contravvenendo ad un diritto fondamentale dei cittadini di un paese democratico: la libertà di informarsi, non meno importante della pur fondamentale libertà di informare.
>> Foto di stitch rilasciata sotto licenza CC Attribution ShareAlike NoCommercial
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La storia della lettera è spiegata in modo minuzioso da Marco Travaglio nel suo appuntamento settimanale video Passaparola: http://www.youtube.com/watch?v=4pmM3QrriSU
Puntuale come sempre. Ovviamente uno studente di giurisprudenza è più cauto di un giornalista affermato nel formulare giudizi sul fatto e nel muovere critiche alla stampa, l'importante è riuscire ad informarsi ed informare e questo progetto ci riesce! Ognuno potrà poi farsi una propria idea e formarsi un'opinione.
E' il motivo per cui ho pubblicato il link, con la speranza che un giorno anche tu possa diventare un "giornalista affermato"!


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