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Pubblicato il: 14 Luglio, 2009. Ore 13:17.

Il PD respinge il tesseramento di Beppe Grillo

"Lo Statuto e il regolamento impediscono l'iscrizione, per questo è stata avviata la procedura di restituzione degli euro versati"

Il PD respinge il tesseramento
Il Partito Democratico respinge il tesseramento di Beppe Grillo, necessario per presentarsi alle primarie a cui il comico aveva annunciato la propria candidatura.

"Il partito è una cosa seria" ha commentato Fassino.
La cosa che personalmente trovo davvero poco seria di tutta questa faccenda è la paura dei "politicanti", degli esperti esecutori della volontà dei cittadini, della creme del Partito Democratico di trovarsi a confrontare un comico da anni emarginato da stampa e televisioni.

Dove sono i timori? Se il Partito è forte, reggerà, deve reggere. Se gli elettori vorranno un segretario tra Bersani, Marino, Adinolfi o Grillo, lo avranno. Forse. Perché la "loro scelta" andrebbe rispettata.

Ancora incertezza nel PD. Sentite la puzza? L'immoralità di essere privati del libero arbitrio? Il campanello di allarme dovrebbe tra i cittadini ma soprattutto tra gli elettori del partito. E' necessaria una maggiore trasparenza, è necessario il dialogo, la sfida, il nuovo, il diverso, le difficoltà affrontate con umiltà ed unione, questa è la chiave del successo, soprattutto oggigiorno con il clima di incertezza mondiale ad inquietarci: la gente vuole chiarezza. Il Partito Democratico potrebbe e dovrebbe utilizzare la "provocazione grilliana" come uno spunto per ritrovare la compattezza persa ormai da tempo, quello smalto perduto sotto il peso ingombrante di mille correnti, poteri e programmi diversi. La verità è che attualmente il PD è molto fragile, è forse l'unico vero partito di plastica oggi in Italia, il riflesso di un ideale artificiale ed artificioso in grado di sgretolarsi sotto la programmatica (questa si) assenza di iniziative concrete. Non c'è fantasia, non c'è novità, non c'è coraggio nel Partito Democratico.

Almeno non nei suoi leader. Debora Serrachini, ha subito un attacco mediatico pesante dai "giganti" del partito per aver ottenuto una certa visibilità alle recenti elezioni con la forza delle sue parole, apprezzate concretamente dagli elettori, null'altro.

Grillo fa paura allo stesso modo. Beppe terrorizza perché, da solo, ha raccolto in giro per l'Italia milioni di firme, ha organizzato centinaia di eventi, manifestazioni, ha mobilitato milioni di persone, ha un contatto quotidiano con la gente, ne sente i dubbi e le incertezze attraverso il suo blog. Grillo è il vero politico, quello consumasuole che conosce il paese da cui proviene e le persone che ivi vi abitano. Il PD, francamente di paura ne fa un po' meno. Anzi... forse fa persino ridere.


>> Foto di liwax rilasciata sotto licenza CC Attribution NoCommercial

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Oreste Guadagnuolo
14 Luglio, 2009. Ore 10:35
A dire il vero chi ha sempre evitato il confronto, in tutti questi anni è stato proprio il comico in questione. E' lui che non risponde ai commeni dei lettori del suo blog, è lui che rifiutò un'intervista al giornalista de L'Espresso, è lui che ha rifiutato inviti in varie trasmission. Limitarsi a fare monologhi (o sproloqui) non vuol dire comunicare. Cavalcare l'onda del malcontento generale per tirar su spettacoli e manifestazioni, ora su questa e poi su quella questione, non è far politica. Per quanto riguarda la mancanza di idee, chi mi conosce sa che sono il primo ad essere contro il P, ma stavolta hanno fatto bene a rifiutare il tesseramento di una persona che ha sempre remato contro il partito. Vuol scendere in politica? Fondasse un partito tutto suo. Se la gente lo ama, lo voterà. Per quanto riguarda la mancanza di proposte dei partiti moderni (dalla sinistra estrema, all'estrema destra), non mi par che il Beppe ne abbia fatte chissà quante. Si è limitato a risolvere le piccole beghe quotidiane. Non si è mai espresso su problemi come crisi, terremoto, legalità (non voler pregiudicati in politica non è "legalità"), sicurezza pubblica e quant'altro. Passando poi alle questioni pratiche, alle primarie possono candidarsi solo 3 personaggi per partito, Grillo sarebbe il 5° della lista. Sapeva benissimo che non avrebbe avuto l'appoggio di nessuno, sapeva che anche se gli avessero accettato il tesseramento nessuno gli avrebbe offerto la candidatura. Ragion per cui, confermo ciò che ho detto sin dall'inizio in altre sedi: si è trattata della solita trovata pubblicitaria dello showman Beppe Grillo.

Simone Di Somma
14 Luglio, 2009. Ore 11:15
Quindi non credi che un partito degno di questo nome possa avere la forza di affrontare un "simile problema", semplicemente affidandosi ai suoi elettori?

Non credo che Grillo sia la soluzione, polemizzo semplicemente sul debole stato del maggiore partito dell'opposizione, ridotto al demagogico pretesto burocratico per una risoluzione indolore, facile e scontata del problema.

Mi preme sottolineare che il non volere in parlamento pregiudicati è un ottimo punto di partenza per parlare di legalità. Rispetto per le leggi... povero Socrate.

Oreste Guadagnuolo
14 Luglio, 2009. Ore 12:02
Dico la verità: non ho capito cosa intendi per "simile problema".

Simone Di Somma
14 Luglio, 2009. Ore 12:09
Non credo che una candidatura, di qualsiasi natura essa sia, possa essere un "problema" per un partito forte, il quale dovrebbe avere come unico referente i propri elettori.

Saranno gli elettori stessi, eventualmente, ad espellere Grillo. Non credi? In caso contrario, la dirigenza non rispecchierebbe il pensiero del suo elettorato e ciò sarebbe decisamente antidemocratico...

Giuseppe Giulivo
15 Luglio, 2009. Ore 13:32
Tale comportamento di "esclusione a priori" non è condivisibile perchè mi sembra lo stesso della legge elettorale per le Politiche da quando hanno tolto le preferenze, sistema combattuto dallo stesso Grillo e dalla maggioranza degli elettori.

Simone Di Somma
15 Luglio, 2009. Ore 18:49
Esattamente, l'unica probabile risposta che riesco a darmi è che la politica teme i suoi elettori. Per quanto questa conclusione sia disarmante...
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