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Pubblicato il: 16 Luglio, 2009. Ore 19:03.

Napolitano promulga la legge sulla sicurezza ma con “riserve”

Reato di clandestinità e l’istituzione delle ronde tra i punti critici

Dopo la promulgazione il Presidente della Repubblica ha inviato a Palazzo Chigi una lettera di cinque pagine nelle quali indica le “rilevanti criticità” del testo della legge.
In particolare, nella missiva si esprimono “dubbi di irragionevolezza ed insostenibilità per taluni aspetti specie sul piano giuridico”, invitando l’esecutivo ad una riflessione sulle norme che prevedono le ronde dei cittadini delle quali chiede che siano precisati limiti e compiti, il reato di clandestinità (criticato anche dalla magistratura per gli ingorghi giudiziari che creerà ) e quella sulle badanti.
Il governo in una nota spiega che le considerazioni del Capo dello Stato “saranno valutate attentamente e si terrà conto dei suggerimenti espressi da Napolitano già a partire dalla prima applicazione della legge stessa”, probabilmente il Presidente sarà accontentato al momento dell’attuazione del regolamento che disciplinerà le ronde, come confermato dal Ministro dell’Interno.
Le reazioni ai rilievi del Quirinale non sono tardate, e mentre le parole di Napolitano sono piaciute all'Avvenire che chiede che la legge sia "ripensata", evitando ''degenerazioni di cui si e' avuto qualche tristo esempio nel volontariato per la sicurezza'' è ovviamente di segno opposto il parere del presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri: "La lettera di Napolitano è irrituale", mentre Fini ritiene “Politicamente incisiva'' la lettera.
Nel frattempo le opposizioni hanno fatto, per una volta, fronte comune ed è così arrivata la richiesta formale del Partito democratico affinche'”il governo riferisca in aula”, richiesta a cui si sono associate anche Unione di Centro e Italia dei Valori.


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