Benvenuto! Puoi effettuare il Log-in, oppure se sei un nuovo utente puoi registrati.
Pubblicato il: 17 Settembre, 2009. Ore 15:27.

Morti 6 militari italiani in Afghanistan: Gestire una situazione difficile

Il tanto profetizzato pantano afghano comincia a trascinare sul fondo la missione italiana

Gestire una situazione diffici
Sei nostri militari sono scomparsi quest'oggi nel tempo necessario ad un innesco esplosivo, assieme ad essi, in fumo, i sogni e la felicità di sei famiglie. Afghanistan, la terra assetata di sangue ha chiesto ed ottenuto un nuovo tributo: due mezzi corazzati lince sono stati sventrati da un'autobomba pilotata da un kamikaze contro i nostri militari. Risultato: sei morti e quattro feriti tra gli uomini della Folgore.

Mentre ci interroghiamo perplessi sulle buffonate televisive del nostro Presidente del Consiglio i problemi nazionali rimangono aperti come putride ferite infette, in attesa che una forza superiore o lo scorrere senza ordine degli eventi ponga al più presto una soluzione. E' da tempo che gli analisti indicano come l'Afghanistan il centro principale che raccorda tutte le tensioni para-terroristiche dell'area. Dopo una parziale pacificazione dell'Iraq ed una condizione di stallo de facto della seconda intifada resta in gioco l'enorme risiko afghano, divorato da tribalità etniche, fanatismi più o meno religiosi e brama di potere.

L'amministrazione Obama ha capito da tempo la gravità della situazione, l'Ammiraglio Mike Mullen, ha dichiarato alla commissione forza armate del Senato: "Una precisa risposta di repressione dell'insorgenza afghana significa probabilmente più forze in campo". Il Guardian stima l'aumento di quelle forze in un range dai 10.000 ai 45.000 uomini. Tutto mentre le accese polemiche sulle recenti elezioni nel paese hanno avuto il solo risultato di dividere ancor più profondamente il paese. Gli ispettori al voto europei hanno evidenziato irregolarità in un centinaio seggi a favore del presidente uscente Karzai nonostante appaia sempre più probabile la sua riconferma già al primo turno, considerata la percentuale superiore al cinquanta per cento delle preferenze a lui riconducibili.

Sul giornale economico del conservatore Bloomberg sono riportate le dichiarazioni del senatore John Kerry "In questo preciso istante mentre le nostre truppe ed i nostri alleati si stanno sacrificando sempre di più, il nostro percorso ed i nostri progressi sembrano peggiorare in senso opposto".

In quella parola: alleati, erano racchiuse le vite perse dai nostri soldati. La politica, italian, che ne pensa?


Foto from Army.mil

Crea articolo di risposta
Commenti. Effettua il login per commentare.
Non ci sono commenti.
Ultimo Articolo: Il Giornale contro Al Gore - Simone Di Somma